In vacanza senza la macchina

I rifugi da raggiungere senza macchina

Niente code alla moviola, jet lag autostradale, contorsioni per parcheggiare. L’unico pieno da fare è a base di aria alpina, limpide stellate, cibi genuini, sport panoramici, escursioni silenziose. Dove? Nei rifugi ad alta quota in Italia e dintorni, a patto di non perdere l’ultima salita in funivia o di farsi quattro passi su sci o scarponi. E, ovviamente, di abbandonare per una volta la diabolica quattro-ruote! Arrivati in cima, rimane solo l’imbarazzo della scelta: grotte di ghiaccio, piste da Coppa del Mondo o per alpinisti, fiaccolate a piedi e con le racchette, giretti al chiaro di luna su gatti e gattoni delle nevi, tintarelle da ghiacciaio, passeggiate a cavallo, riscaldamento con falò e addirittura note di musica country.

4 ottimi motivi per scappare dalla città

  • C’è Chamois (Ao), un paesino vero e proprio sospeso per aria a metà della Valtournanche. Dopo aver scelto uno dei tre alberghi rustici con vista sulla Becca di Nana, a piedi o con gli sci si può salire ancora al poetico Lago di Lod, passando per i profumi gastronomici di Chez Pierina, oppure un sentierone per fondisti che, spalle al Cervino, arriva a La Magdeleine costeggiando le tane di camosci e marmotte. Capodanno è previsto al caldo, nel senso della fiaccolata sulle piste e del grande falò nella piazza del capoluogo Corgnolaz.
  •  Per quelli che… amano le emozioni forti. Il Dos del Sabion (Tn) ha preso anche un premio europeo, per il suo panorama no limits sulle Dolomiti del Brenta, ma ha anche il merito tutto suo di aver aggiunto due chicche: l’arredamento rigorosamente altoatesino delle sue stanze perlinate e soprattutto una pista di partenza per parapendio sulla neve,  per sfiorare le Dodici Cime e l’Adamello.
  • “Classico” ma assolutamente unico è sempre il rifugio Plateau Rosà (Ao), dove il tramonto colora di rosa tenue il ghiacciaio perenne del Monte Rosa, a 3500 metri. Il freddo non si sente, perché ci si muove per provarle tutte: una puntatina in Svizzera sugli sci fino a Zermatt, due passi fino alla suggestiva grotta di ghiaccio del Piccolo Cervino, una discesa notturna (solo con la luna piena) sulla pista di Coppa del Mondo, una prospettiva stellare nel buio più assoluto e naturale.
  •  Per quelli che… girano sempre con gli sci. Sulla terrazza dolomitica del Graffer (Tn), a metà della funivia Grosté, sopra Madonna di Campiglio, si ragiona solo in termini di sci d’alpinismo e fondo, ciàspole da neve (qui le racchette si chiamano così) e pelli di foca. Per prepararsi alla fiaccolata di Capodanno sul Giovetto, cominciate pure col giro delle Malghe verso Campo Carlo Magno e ritorno, poi potrete ambire alle circonvallazioni bianche dell’Adamello, del Cevedale, del Lago di Tovel.